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mercoledì 24 dicembre 2014

Chichibio and the crane - part 1

From  DECAMERONE (1349-1351) by Giovanni Boccaccio (1313-1375),the novel “Chichibio and the crane”


(leggi in italiano) -- 日本語へ
Boccaccio writes the Decamerone in the Italian language from circa three hundred called “vulgar”. What will follow is a summary, in contemporary italian, from a novel suitable for advanced students.

A long time ago, in Florence, lived a noble called Sir Corrado Gianfigliazzi, a rich banker famous for being generous and very good at hunting with a falcon.
foto da internet
One day, when he was hunting in the country near Florence, his falcon got a young and fat crane to the joy of Sir Corrado. He gave it to his excellent venetian cook called Chichibio and ordered him to cook it and serve it for dinner.
Chichibio,usually very clever in cooking, prepared the crane with great care so that when the cooking is almost done, the whole kitchen is filled with a delicious aroma that Brunetta, the girl that Chichibio fell in love with, can’t resist.
Brunetta, entered the kitchen and when she sees the crane, asked Chichibio if she can eat a thigh, but Chichibio told her:” I am sorry, but i can”t give it to you! It is for the master and his guest”. Brunetta praised him for a long time but then threatened him:”if you don’t give it to me,i promised i will not look at you anymore”. Finally Chichibio surrenders, cuts one of the thigh of the roasted crane and gives it to her, then he serves the crane to Sir Corrado and his friend guest.

                                                                 translated by IsabelleWanlin Hocquet



Messer: o messere form used in italian language circa four hundred means “Master” a title used for polite form
falcone: a type of hawk, rather big, used in the old times for hunting.


When Brunetta speaks with Chichibio she uses the formal form “il voi’ instead of ‘il lei’. It was, in fact, in the past, the most used form for courtesy and respect, while today we use only “ il Lei”. But “il Voi” is still used in many parts of southern Italy.



domenica 21 settembre 2014

Chichibio e la gru (terza parte)


la novella Chichibio e la gru

Dal Decamerone (1349-1351) di Giovanni Boccaccio (1313- 1375)


Boccaccio scrive il Decamerone nell’italiano del Trecento chiamato “volgare”; questa che proponiamo è una sintesi, nell’italiano contemporaneo, di una novella adatta a studenti di livello avanzato


Terza parte (vai alla seconda parte)

foto da internet
Chichibio cavalcava pieno di paura, avrebbe voluto fuggire ma non poteva. Arrivati al fiume, per primo vide una dozzina di gru che dormivano e quindi stavano su una zampa sola e allora subito disse: “messere, come potete vedere voi stesso ieri sera, vi ho detto la verità, le gru hanno una sola zampa, guardate!”. Messer Corrado rispose:”aspetta che ti faccio vedere che ne hanno due!” e detto questo, si avvicinò agli uccelli gridando: “Oh! Oh!”. A quelle urla, le gru misero giù l’altra gamba e cominciarono a fuggire. Messer Corrado si girò verso Chichibio e gli disse minaccioso:”allora mascalzone, che ne dici? Non pensi che ne abbiano due!!”. Chichibio all’inizio rimase senza parole, ma poi, arrampicandosi sugli specchi, rispose: “ avete ragione messere, però voi non avete gridato oh oh alla gru di ieri sera...se lo aveste fatto, sicuramente quella avrebbe messo fuori anche l’altra zampa e quindi...l’altra coscia!”. Nel sentire quelle parole messer Corrado scoppiò a ridere, non se la sentì di punire quel cuoco tanto bravo e dalla battuta di spirito1 pronta e perciò lo perdonò. 

  1. battuta di spirito: una frase breve, ma intelligente e ironica


Le soluzioni di questi esercizi sono in "Soluzioni esercizi BLOG" nel sito: www.studiamo.com


Esercizio 1: Trasforma in discorso indiretto le seguenti frasi scegliendo la forma verbale giusta

  1. “messere, come potete vedere voi stesso ieri sera, vi ho detto la verità, le gru hanno una sola zampa...” - Chichibio disse a messer Corrado che come poteva/potesse vedere Lei/lui stesso, la sera prima/dopo ti/gli aveva detto la verità e che le gru avevano/avessero una sola zampa
  2. Messer Corrado rispose: ”aspetta che ti faccio vedere che ne hanno due!” - Messer Corrado gli rispose aspettate/di aspettare che gli avrebbe/aveva fatto vedere che ne avevano/hanno due!
  3. Chichibio rispose: “avete ragione messere, però voi non avete gridato oh oh alla gru di ieri sera...se lo aveste fatto, sicuramente quella avrebbe messo fuori anche l’altra zampa e quindi...l’altra coscia!” - Chichibio rispose che messer Corrado aveva/ha ragione ma che lui non aveva/ha gridato oh oh alla gru della sera prima/ieri... se lo avesse/avrebbe fatto, sicuramente quella avrebbe messo fuori anche l’altra zampa e quindi... l’altra coscia!

Esercizio 2. Che significa?


arrampicarsi sugli specchi
  1. Cercare in ogni modo di avere ragione o giustificarsi, senza però riuscirci.
  2. Guardarsi dentro per capirsi.
  3. Imitare perfettamente qualcuno.

Esercizio 3. Quali dei seguenti aggettivi va bene per i personaggi di questa storia?

bugiardo, simpatico, insistente, abile, ricco, furbo, minaccioso, curioso, generoso, impulsivo.

Chichibio è:

Messer Corrado è:

Brunetta è:



Le soluzioni di questi esercizi sono in "Soluzioni esercizi BLOG" nel sito: www.studiamo.com


lunedì 18 agosto 2014

Chichibio e la gru (prima parte)


la novella Chichibio e la gru

Dal Decamerone (1349-1351) di Giovanni Boccaccio (1313- 1375)

Boccaccio scrive il Decamerone nell’italiano del Trecento chiamato “volgare”; questa che proponiamo è una sintesi, nell’italiano contemporaneo, di una novella adatta a studenti di livello avanzato

Prima parte

(english) -- (日本語へ)
Molto tempo fa, viveva a Firenze un nobile chiamato messer 1 Corrado Gianfigliazzi, un ricco banchiere che aveva fama di essere un uomo molto generoso e molto bravo nella caccia con il falcone 2 .
Un giorno, mentre era a caccia nelle campagne vicine a Firenze, il suo falcone prese una giovane e grassa gru con grande felicità di messer Corrado che subito la mandò al suo bravo cuoco veneziano di nome Chichibio con l’ordine di cucinarla e di servirgliela per cena.

Chichibio, che in cucina era davvero molto abile, cucinò la gru con gran cura tanto che, a cottura quasi terminata, tutta la cucina era pervasa da un buonissimo profumo a cui non restò indifferente Brunetta, la ragazza di cui Chichibio era innamoratissimo.
Brunetta, infatti entrò in cucina e quando vide la gru, subito chiese a Chichibio di poterne mangiare una coscia, ma Chichibio le rispose: “ mi dispiace, ma proprio non posso dartela! È per la cena del padrone e del suo ospite ”, ma Brunetta insistette a lungo prima pregandolo e alla fine minacciandolo: “ se non me la date, giuro che non vi guarderò più in faccia ”.
Chichibio allora si arrese, tagliò una coscia dalla gru arrostita e gliela diede, poi servì la gru a messer Corrado e all’amico suo ospite. (leggi anche la seconda parte...)
  1. Messer : oppure messere nell’italiano del Quattrocento significava “ signore ”, era un titolo di rispetto.
  2. Falcone : è un tipo di falco , piuttosto grande, usato nei tempi passati per la caccia
Attenzione!
Brunetta quando parla con Chichibio parla in modo formale usa il Voi , non il Lei .
In passato questa, infatti, era la forma di cortesia e di rispetto più usata, mentre oggi si usa solitamente il Lei , ma il Voi è ancora usato in molte zone dell’Italia meridionale.


Le soluzioni di questi esercizi sono in "Soluzioni esercizi BLOG" nel sito: www.studiamo.com


Esercizio 1: Scegli le risposte

  1. Messer Corrado era:
    a. un ricco signore.
    b. un povero servo.
  2. Messer Corrado era conosciuto in città perchè era:
    a. generoso e bravo banchiere.
    b. generoso e bravo nella caccia.
  3. Chichibio, il bravo cuoco di messer Corrado era di:
    a. Firenze.
    b. Venezia.
  4. Brunetta entra in cucina perché:
    a. sente un buon profumo.
    b. Vuole parlare con il suo innamorato.
  5. Chichibio dopo le insistenze di Brunetta:
    a. Le fa mangiare la coscia.
    b. Non le fa mangiare la coscia.

Esercizio 2: Trova nel testo il passato remoto dei seguenti verbi

  1. prendere: ________
  2. mandare: ________
  3. restare: __________
  4. entrare: __________
  5. rispondere: _______
  6. insistere: _________
  7. arrendersi: _______
  8. servire: __________


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lunedì 7 luglio 2014

Taranto, la città dei due mari

Italiano per studenti stranieri - Lettura livello avanzato

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Il ponte girevole (1919)
Se quest’estate la destinazione del vostro viaggio è il sud Italia, non dovete assolutamente perdervi la visita della città di Taranto, conosciuta come “La città dei due mari”.
Taranto è, infatti, bagnata dal Mar Piccolo, un mare interno, che è collegato al Mar Grande, ovvero al Mar Ionio, da un canale sul quale si trova il Ponte Girevole. Questo ponte, unico in Italia nel suo genere, è una struttura mobile, in grado di aprirsi per consentire il passaggio delle navi che entrano e escono dal Mar Piccolo. Assistere all’apertura del Ponte e al passaggio maestoso delle navi è certamente una cosa molto interessante, ma non l’unica che potete vedere a Taranto.

Il Mar Piccolo e il Mar Grande, (internet)
Questa città, fondata addirittura nel 706 a.c. dai greci provenienti dalla città di Sparta, è, infatti, una città ricchissima soprattutto di attrazioni culturali come il Castello Aragonese, il Duomo di San Cataldo, le necropoli greco-romane e tante altre ancora.
Fra queste però, quella che consigliamo di visitare in particolar modo è il Museo Archeologico Nazionale.
(c) Jolanda Leccese
In questo museo, infatti, sorto nel 1887 nell’ex convento dei Frati Alcantarini, sono conservati importanti reperti archelogici che risalgono al periodo greco-romano: splendide sculture, ceramiche, mosaici e soprattutto i famosi Ori di Taranto.

Gli Ori di Taranto sono un vero tesoro perché sono una preziosa e rarissima collezione di gioielli di epoca greco-romana di eccezionale fattura. La scoperta delle meraviglie di Taranto antica contribuirà di sicuro a rendere il vostro viaggio in Italia indimenticabile,
e allora....buon viaggio!

Testa di Gorgone
Wikimedia CC 3.0


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